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Astrologia umanistica

Adolescenti lacerati tra Mercurio e Plutone di Lidia Fassio

I nostri bambini, attraverso la scuola, le relazioni con la famiglia e l’esterno e il gioco, stanno diventando ragazzi; infatti vi è una transizione molto rapida che è la pubertà che cede subito il suo spazio all’adolescenza.

Considerata da sempre un’età molto difficile e problematica, al di la’ dei luoghi comuni quest’età è comunque segnata dal diventare un po’ più grandi ma anche da tantissime incertezze prima fra tutte quella del corpo che, cambia vertiginosamente, poi quella del ruolo che aspetterà il giovane nel futuro e, infine quella dell’ identità poichè si abbandona definitivamente quella di bambino, passando attraverso una lunga transizione fatta di continue trasformazioni, per raggiungere uno stato adulto senza però la possibilità di capire in anticipo cosa e chi si diventerà per cui è consentita solamente l’immaginazione che potrebbe anche essere diversissima dalla realtà.

L’adolescenza è un  “taglio”  con ciò che c’è stato precedentemente ed infatti, nel ragazzo,  c’è la ricerca di un senso di continuità che  deve integrare, corpo, mente, emozioni ma soprattutto le pulsioni sessuali e, per arrivare a questo stadio,  si cercano idoli e ideali a cui aggrapparsi per  traghettare al di la’ di un  ponte che si avverte  irto di pericoli e di insicurezze.

Tutto ciò non è facile, necessita di ben 4 o 5 anni estremamente faticosi. Non c’è modo di sfuggire a tutto questo turbinio, lo dicono gli ormoni che provocano modificazioni enormi e che lasciano i ragazzi in balia di domande del tipo “cosa diventerò?  Resterò sempre con questa voce, con questi piedi?”

I Greci vedevano in quest’età la “soglia liminale”, un territorio particolare in cui “qualcosa non è più, ma non è ancora visibile ciò che sarà poi”. In pratica è un’età di transizione di confine in cui per un lungo periodo si ha la consapevolezza di ciò che si sta lasciando ma non di ciò che si otterrà in cambio;  psicologicamente parlando è una fase da casa ottava, tipicamente plutoniana, in cui prima di acquisire bisogna affrontare una perdita, o meglio, bisogna lasciar andare ciò che è servito e non serve più.

Il grande conflitto sta nella perdita dell’identità fisica e psicologica sulla quale l’Io ha investito per tutto il periodo infantile; c’è molta ambivalenza in questo periodo dato che da un lato si vorrebbe crescere e diventare adulti e, dall’altro si è terrorizzati da cosa succederà nel frattempo; ci si vuole affrancare dalla famiglia, ma non se ne hanno le possibilità per cui si vivono desideri e rabbie; poi i cambiamenti del corpo con tutti i complessi che spesso nascono in questo frangente: se si potesse vedere questa fase concentrata in un’immagine di animazione al computer potemmo renderci conto di come il corpo sembra allungarsi, gonfiarsi in certi punti, assumere fattezze strane; al tempo stesso i iniziano le tempeste ormonali che fanno sentire stranissimi: brufoli, peluria, seno, erezioni, tutte novità che mettono i ragazzi di fronte ad un senso di estraneità con il loro corpo che, da un lato diventa un perfetto sconosciuto in preda a strani movimenti ma, dall’altro, diventa  improvvisamente oggetto di interesse per il mondo esterno, soprattutto per quanto riguarda le ragazze  che diventano oggetto di attenzioni che da un lato provocano un senso di onnipotenza  perché avvertono pienamente la capacità di  “sedurre” ma, dall’altro, si sentono a disagio poiché non sono in grado di padroneggiare  ciò accade dentro e fuori di loro.

Si accentuano le differenze tra i maschi e le femmine, i primi provano la loro forza e la loro potenza ed incentrano molte delle loro attenzioni sugli attributi sessuali, fantasticando conquiste e avventure incredibili: aumenta il bisogno di sfidare le convenzioni, non si accettano i limiti e spesso danno l’impressione di essere in guerra con gli adulti e con il mondo.

Le ragazze sono piu’ attratte dal mondo di eros. Sognano relazioni romantiche e imparano tutto cio’ che fa parte dell’arte della seduzione: si concentrano sul loro corpo, sulla bellezza e sull’abbigliamento.

Negli ultimi vent’anni ci sono stati grandi cambiamenti rispetto al passato: la grande libertà di cui i giovani godono, unita alla libertà sessuale, ha permesso all’irrompere della sessualità di passare dal fantasticato all’agito, spesso, soprattutto da parte delle ragazze in modo quasi aggressivo, con tratti da dark lady, ostentando una sicurezza ed una disinvoltura che sicuramente non posseggono e vivendo delusioni in quanto la realtà risulta spesso inferiore alle aspettative e all’immaginazione.

Sorge quindi spontanea una domanda: “ma i ragazzi sono veramente così diversi, oppure è il contesto nel quale vivono che li spinge ad aver bisogno di prove sempre più pericolose e distruttive?  La ricerca di emozioni forti, tipica dell’età, si va sovrapponendo ad un bisogno di trovare una collocazione in una società che non concede ruoli e che fa promesse che non è in grado di mantenere il che spinge ad una ricerca di contenuti eroici che, se non possono avvenire attraverso forme luminose,  si proietteranno nell’ombra.

Si parla sempre tantissimo di adolescenza: alcuni vedono nei ragazzi esclusivamente i lati negativi, altri idealizzano questa età, in realtà, come ogni fase di mezzo, di transizione, può mettere in luce sfaccettature diversissime tra soggetto e soggetto: dall’estrema intolleranza verso qualsiasi diversità (culturale, razziale, di abbigliamento, gusto , ecc.), a coloro che sembrano coltivare esclusivamente la cultura dello sballo, il così detto “popolo della notte e dei rave party” che predilige comportamenti autodistruttivi, a quelli che vogliono a tutti i costi ritagliarsi un attimo d

i notorietà con metodi stravaganti, ai tanti che si occupano di ambiente, di volontariato o che ritornano alla religione.  Tutto questo sembra riportarci al fatto che i giovani respirano e assorbono l’aria che trovano nell’ambiente nel quale vivono e tendono a sintonizzarsi  sulle tonalità delle società dei cui valori si nutrono.

I giovani hanno bisogno di formarsi una coscienza ed un Io che deve sentirsi potente, anzi onni-potente e, di conseguenza, non vogliono identificarsi con la stabilità, la mediocrità e l’uniformità;  tutti vorrebbero urlare la loro individualità unica e speciale e se non possono trovare vie creative di espressione, possono anche ripiegare su vie negative e distruttive.

Sarebbe dunque importante dare maggior importanza ai loro problemi lasciando loro la speranza che, una volta terminati gli studi, potranno entrare a pieno titolo a far parte del mondo produttivo e sociale in cui vivono.

Adolescenti lacerati tra Mercurio e Plutone di Lidia Fassio

Eridano School
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