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Astrologia umanistica

Le dinamiche emotive a cura di Lidia Fassio

Siamo tutti convinti di riconoscere bene le nostre emozioni; in realtà, pochissime persone sanno decodificare bene ciò che accade all’interno soprattutto quando veniamo sopraffatti e quando siamo in stato di stress.

Mi riferisco in particolar modo alle manifestazioni di rabbia che, quasi sempre sono una reazione ad un’altra emozione che è la “paura”.

La paura è un’emozione fondamentale che serve la nostra sopravvivenza e che, di conseguenza, risulta assolutamente salutare; tuttavia, non è così facile riconoscerla, soprattutto quando non ci conosciamo e, di conseguenza, non sappiamo bene quali sono i nostri punti più fragili che possono, in qualunque momento, essere attaccati da essa.

Ogni volta che proviamo paura, automaticamente mettiamo in moto una difesa e, sebbene questo meccanismo risulti essere particolarmente corretto dal punto di vista della sopravvivenza emotiva o fisica, non sempre si rivela appropriato alla situazione del momento ma, una volta innescata la paura, è difficile, se non ci lavoriamo su, evitare la reazione a catena.

In pratica la paura mette in moto quasi sempre la rabbia e il risentimento. La nostra mente, allorchè avverte questa emozioni tende a frammentare la consapevolezza e inizia a vedere un soggetto e un oggetto che, ovviamente, risultano essere opposti. L’Io si comporta dunque come se avesse un nemico di fronte che teme possa ferirlo. Più siamo stati feriti e più l’Io tenderà a mantenere questo atteggiamento difensivo che, però, finisce per essere una reazione controproducente.

Quando parliamo di paura e di rabbia, ovviamente parliamo di Marte che, come ben sappiamo, è il pianeta preposto a difendere l’Io con gli strumenti che ha a disposizione e che è stato in grado di elaborare nel suo percorso educativo. In genere, più ci si sente feriti e più si tende a ripiegarsi su sé stessi, sottraendo pian piano energia preziosa che servirebbe per aprire degli spiragli.

Ovviamente, quando si è in relazione, le chiusure finiscono per ferire i nostri partner che vengono considerati i feritori.

Dietro a tanti problemi possiamo avere sempre la paura che fa scattare delle molle che poi agiscono all’esterno.

Ci sono persone che, sotto lo stimolo della paura, reagiscono chiudendosi e andando in ansia; altre che reagiscono aggredendo il mondo e, ovviamente, sé stessi; altre ancora che diventano rigide e incapaci di accettare e di perdonare: ognuno ha appreso uno schema e lo mette in atto in modo automatico che generalmente innesca delle spirali negative che producono ulteriore sofferenza.

La stessa modalità di interpretazione viene poi applicata agli altri il che significa che spesso noi vediamo negli altri l’aggressività o la rigidità o la fuga e l’isolamento ma non riusciamo a comprendere cosa c’è dietro che muove questi comportamenti reattivi.

Dietro alla collera c’è sempre un’ansia e una paura che fa da catalizzatore alla nostra; per questo, quando si è in coppia è molto difficile lavorare con le emozioni perché ognuno tende a reagire in modo compulsivo innescando automaticamente un circolo vizioso di reazioni che scatenano interi processi che vengono definiti “circolari” nel senso che un tipo di reazione ne genera un’altra che, a sua volta si è generata dalla reazione dell’altro. Un percorso senza fine ed in effetti è circolare perché, se non ci si sofferma sul tipo di meccanismo che si è venuto a creare e non si interrompe la sequenza, ogni volta verrà percorsa fino all’annientamento della coppia.

In effetti è la storia della moglie che dice che urla perché il marito non ascolta e del marito che dice che non ascolta perché lei urla sempre.. Non ci sarà fine se non si comprendono i delicati meccanismi emotivi che  sono alla base e che danno vita alla dinamica circolare.

Ognuno dovrebbe quindi conoscere i punti critici e, soprattutto, quali sono le paure più profonde che non sono state risolte.

Chi ha paura di non essere amato è molto sensibile alle chiusure o alle ansie dell’altro che fanno scattare le difese. Magari tenderà a utilizzare la rigidità e la freddezza come reazione istintiva che metteranno in moto il lato ossessivo ed autoritario che, ovviamente, farà sentire l’altro ancora più ferito.

Intere sequenze partono da questa paura atavica.

Ansia – paura – ritiro – freddezza – rigidità – disconferma

Ansia – paura – atteggiamento sprezzante – collera

Se non si mettono al centro dell’attenzione queste sequenze non ci sarà alcuna possibilità mentre, opportunamente comprese possono aprire ampi spiragli di risoluzione e di crescita della coppia.

In entrambi i casi l’istinto di difesa porterà al desiderio di ferire l’altro, o aggredendolo oppure irrigidendosi e disconfermando.

Tra le altre cose, spesso si pensa che le reazioni dell’uno siano dirette ad incolpare l’altro ed anche qui ci si autoinganna perché non sempre è vero; il più delle volte, la reazione dell’altro è semplicemente quella appresa che viene in automatico per cui la si mette in gioco.

Quante volte ci soffermiamo a pensare “perche’ mi sono sentito in colpa? Sono stato davvero accusato oppure ci ho messo del mio”?

Se io penso che l’altro mi stia accusando di qualcosa e avverto a mia volta paura, tenderò automaticamente a sperimentare la stessa emozione  e a difendermi da essa. Quante volte abbiamo dato per scontato un’intenzione che poi scopriamo non esistere se non nella nostra testa? Siamo noi che ci giudichiamo molto di più di quanto non lo facciano gli altri e che non riusciamo a perdonarci e a provare compassione di fronte alle nostre fragilità.

Se noi pensiamo che siano gli altri a giudicarci, automaticamente entriamo in conflitto con l’altro mentre, in realtà il conflitto è dentro di noi tra la parte che ha paura e quella che si giudica e che critica pronta a farci a fette.

Emozioni

Questa è la ragione per cui bisogna riuscire a mettere uno spazio tra la paura e la reazione  il che vuol dire individuare ed arrestare la fase reattiva in modo da non dar vita al conflitto ma concedersi un tempo per osservare ciò che sta avvenendo al nostro interno.

Se la paura è alla base del conflitto non servirà a nulla reagire perché questa modalità non permetterà di fare alcun passo in avanti.

Il disagio spesso è personale ma finisce per essere buttato sulla relazione, condannandola.

In coppia purtroppo, le nevrosi personali finiscono per sommarsi e per creare fratture irreparabili.

Dr. Lidia Fassio  

Direttrice ERIDANOSCHOOL
Scuola accreditata UNI-PRO per la formazione di counselor ed operatori olistici
Corso Italia, 37 – 10070 – ROBASSOMERO
cell: 338-5217099

e-mail:  lidiafassio@gmail.com

Eridano School

 

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Questo articolo ha 2 commenti

  1. Mariantonietta Ladogana
    Mariantonietta Ladogana Reply

    Molto interessante, è vero che tutto parte dalle nostre paure interiori poi non ce ne accorgiamo quasi mai…

    • admin Reply

      Cara Mariantonietta concordo con il tuo commento …non ce ne accorgiamo quasi mai… è proprio così.

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