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Nuova era

Utopie: organizzazione sociale del futuro dove i figli sono di tutti (i figli collettivi)

I figli collettivi. Ecco un mondo, dove la prole, come in un immenso alveare, appartiene alla comunità e non ai singoli genitori. I nuovi individui sono tutelati dalla società intera per quanto riguarda i diritti primari come alimentazione, salute, istruzione, alloggio.

Una donna che diventa madre ottiene automaticamente la stima e la protezione della società intera, oltre al sostegno economico, sociale, sanitario e culturale. A spese totali della collettività.

I FIGLI COLLETTIVI E VANTAGGI PER…

Uomini:  Il genitore biologico di sesso maschile ottiene l’annullamento totale della responsabilità personale sulla prole, vissuta oggi spesso come un onere che sempre meno individui sono disposti ad accollarsi. Un uomo può scegliere di procreare insieme ad una donna sapendo che la collettività fornirà al nuovo individuo tutto il sostegno per la sua crescita,  sia fisica che psicologica. La scelta di occuparsi di quel singolo individuo geneticamente a lui legato, è quindi libera e leggera.

Un uomo che non può o non desidera riprodursi, può vivere liberamente questa scelta e sentirsi comunque il padre collettivo della comunità di appartenenza. Lavora per se stesso e in parte per tutti gli altri, senza avere singole pesanti responsabilità né obblighi sociali.

Donne: Il genitore biologico di sesso femminile, ha la possibilità di scegliersi il compagno di procreazione più affine dal punto di vista genetico. La scelta del compagno è meno soggetta ai vincoli economici e sociali attuali. Che il compagno sia benestante o meno, è ininfluente al fine della tutela della prole. Si ottengono quindi più figli geneticamente adatti e meno bambini nati in famiglie create per motivi di sostentamento della parte femminile, ancor oggi, economicamente meno emancipata rispetto a quella maschile.  Una famiglia meno chiusa e stretta farà diminuire l’ansia di possesso che, ancora oggi, produce femminicidio e problemi seri nella coppia quando finisce di essere tale.

Una donna che non può o non desidera riprodursi, può vivere liberamente questa scelta e sentirsi comunque la madre collettiva della comunità di appartenenza. Lavora per se stessa e in parte per tutti gli altri, senza avere singole pesanti responsabilità né obblighi sociali.

Prole: il futuro di un popolo è frutto di attenzione e protezione delle generazioni a venire. Con tutti i bambini cresciuti e protetti nella sicurezza e nell’amore collettivo, i risultati sono inimmaginabili. Non più figli frustrati a cui è richiesto di lottare per emulare il padre e figli sfruttati e senza futuro a cui mancano i fondamentali per una crescita sana e consapevole. Ogni ragazzo ha la possibilità di sfruttare e amplificare le proprie caratteristiche personali e farle diventare una risorsa da condividere a livello di comunità, per il vantaggio di tutti. Una partenza uguale per tutti, una minor competizione tra le persone con annullamento quasi totale dell’ansia e della rabbia. Maggior concentrazione sulle passioni e predisposizioni personali per una crescita individuale e culturale in un ottica ancora collettiva di sostegno e aiuto nella comunità intera. Infine, una generazione migliore, più sana e felice.

Anziani: il modello di tutela e protezione della prole, è successivamente replicato nella terza età, dove si torna deboli e bisognosi di sostegno e aiuto. L’anziano, una volta persa la capacità produttiva, viene tutelato al pari del bambino nei bisogni primari di cura e sostentamento da tutta la collettività. Non sono i figli genetici i responsabili della loro cura, ma i figli collettivi.

Un modello sociale per alcuni aspetti simile a quello della comune utilizzato dalla società hippy degli anni 60-70 durante la contestazione giovanile.

La trasformazione del modello di famiglia chiusa composta da pochi individui molto legati tra loro ma nettamente separati dal resto della comunità in un modello di famiglia allargata e comune, richiede di ridurre fino ad annullare il pensiero limitante di “possesso” di un individuo su un altro.

Un processo lunghissimo e di difficile realizzazione, ma una volta approntata una società sul modello collettivo, i vantaggi supereranno sicuramente le inevitabili difficoltà di adattamento.

 

I figli collettivi

 

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