10201629747936549
Arte e poesia

La lingua batte …di Riccardo Lanfranchi

Vi regaliamo 3 poesie con la suggestione dei messaggi ironici e a tratti  esilaranti del poeta Riccardo Lanfranchi 
Ad ispirare questi versi divertenti le nevrosi dei nostri giorni, il quotidiano trascinarsi delle abitudini ed il moto di ribellione, che guizza a sorpresa nel finale. 
link per l'acquisto: http:// http://www.lavitafelice.it/scheda-libro/riccardo-lanfranchi/la-lingua-batte-9788877995100-128151.htm 

Ribelle e infedele
 
Il telefono mi guarda
quasi sempre lui mi parla
anche quando non lo vedo
ho la sua vibrazione
mi rimbalza nella tasca
come fossi in erezione
Me lo porto sempre addosso
e lo sfioro con la mano
qualcuno mi ha anche detto
sia parte del corpo umano
alle volte sento un trillo
non lo trovo e ho un sobbalzo
ed il cuore mi dà un botto:
«Menomale l’ho trovato nella
tasca del cappotto!»
Se non parla lui mi scrive
e mi dice cosa fare
mi messaggia e mi massaggia
mi sorride con le foto
mi comanda dal lavoro
mi distrae con un gioco
alla notte non lo spengo
me lo porto dentro il letto
me lo tengo stretto al petto
come fosse un orsacchiotto
non ha nome né cognome
ma è peggio di un padrone
come un cane son fedele
con la carica lo nutro
lo proteggo quando piove
Ora sono dentro il bagno
e mi guardo nello specchio
mi vedo proprio brutto
con lui che parla nel mio orecchio
una voglia ora mi assale
come fosse un gran dispetto
ed un suono mi precede
e mi pare quasi un tuffo
son ribelle ed infedele
e lui annega dentro il cesso.
 
Campagna elettorale
Cerco una casa da affittare
una casa vuota tutta da arredare
lontano dalla città e anche dal mare
cerco una casa in campagna elettorale
che sia come una bambola da pettinare
come un’anticamera per aspettare
o un ascensore guasto che non sa salire
con le mani in mano e la valigia da svuotare
mi perdo in questa strada di
campagna elettorale
Alla riunione di condominio
non ci potrò andare
ho le chiavi di una porta
ma non la posso aprire
ed in quest’area urbana
senza edificare
aspetterò il condono
il condono tombale...
una volta qui era tutta
campagna elettorale.
 
 
A mia insaputa
È una situazione davvero incresciosa
la gente è proprio invidiosa
prima mi osannava e adesso mi sputa
perché son diventato ricco a mia insaputa
È una situazione davvero insidiosa
oramai non c’è più decoro
mi hanno regalato un orologio d’oro
e una casa nuova che non ho mai voluta
mi sono anche laureato a mia insaputa
Lo sai che non ci vedo senza occhiali
mi trovo in un bordello con dei maiali
coperto di diamanti e di regali
e mi si fanno appresso con dei verbali
per mettermi ai polsi dei bracciali
insomma facciamola finita!
Mi metterò in fuga a mia insaputa.
Campagna elettorale
Cerco una casa da affittare
una casa vuota tutta da arredare
lontano dalla città e anche dal mare
cerco una casa in campagna elettorale
che sia come una bambola da pettinare
come un’anticamera per aspettare
o un ascensore guasto che non sa salire
con le mani in mano e la valigia da svuotare
mi perdo in questa strada di
campagna elettorale
Alla riunione di condominio
non ci potrò andare
ho le chiavi di una porta
ma non la posso aprire
ed in quest’area urbana
senza edificare
aspetterò il condono
il condono tombale...
una volta qui era tutta
campagna elettorale. 

Presentazione del libro:

La lingua batte... è un’esile raccolta di ventotto testi che attraversano, con ironia e sarcasmo, diverse situazioni della contemporaneità, o meglio, di un’attualità un po’ più dilatata, afferenti alla vita sociale o personale, ma di larga condivisione. L’autore vive con partecipazione il proprio tempo e ne avverte tutta la crisi sul piano politico, economico, etico e comportamentale. La sua attenzione critica ci consegna una classe dirigente deteriorata e arruffona, capace di perorare disuguaglianze per proprio torna - conto. Lanfranchi rileva le contraddizioni e le tratta sotto forma di satira, a volte ricorre anche a toni carnevaleschi, che gli permetto - no di denunciare impunemente i paradossi corrosivi evidenziati. Il linguaggio scelto dal nostro Pasquino meneghino è volutamente popolare, così come la forma della ballata “libera” vuole assecondare l’aspetto semplice (non semplicistico) del portato. Le frasi fatte, l’attingere a piene mani dai proverbi (fatta salva la va - lenza della tradizione) sono strategie attuate proprio per irridere le banalità, quasi a sottolineare la piattezza e l’abulia nella quale “i potenti” hanno condotto la gente comune, oscurata nell’inventiva e nel libero pensiero, sempre più abituata a utilizzare il “sentito dire” – che costa meno fatica – piuttosto che argomentare responsabilmente ricercando il significato nelle parole. Senza essere grandi strateghi militari, è risaputo che per combattere un sistema sia preferibile usare gli stessi mezzi: Lanfranchi lo ha capito! 
Diana Battaggia 
 

http:// http://www.lavitafelice.it/scheda-libro/riccardo-lanfranchi/la-lingua-batte-9788877995100-128151.htm 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *